Diritto d'autore..questo sconosciuto
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lunedì 24 luglio 2017

Blackberry Farm Brewery - Brett Fruit Blend 2016

Esordio sul blog per una piccola ma interessante realtà del Tennessee. Ecco la Brett Fruit Blend della Blackberry Farm Brewery.


Walland, Tennessee. E' lì che idealmente ci trasferiamo stappando questa Brett Fruit Blend.
La Blackberry Farm Brewery si trova all'interno di un magnifico resort incardinato nel paesaggio delle Great Smoky Mountains ed esteso per circa 9.200 ettari. Il complesso è davvero immerso in un'atmosfera di quiete e relax. Le birre prodotte in loco quindi, sono solo una dei tanti servizi che Mary Celeste Beall, proprietaria del complesso, offre ai propri ospiti. Qui trovate una panoramica con una ricca gallery di foto mozzafiato. Qualora vogliate rigenerarvi anima e corpo fra le montagne del Tennessee, questo resort potrebbe fare al caso vostro.
Blackberry Farm Brewery - Brett Fruit Blend 2016 recensione birra diario birroso blog birra artigianale
Ma torniamo al birrificio, che fissa il suo core range su birre di ispirazione belga, soprattutto saison. Ne esistono quattro, che riprendono ovviamente nomi e stagionalità dell'anno, oltre alla classica che è  sempre disponibile. Non mancano tuttavia interessanti sperimentazioni, con frutta, utilizzo di botti e persino cereali locali. Elegante e curato il packaging scelto che prevede bottiglie da 37,5 o 75 cl con tappo in sughero naturale. In Europa stanno arrivando diverse referenze da circa un annetto, a costi non proprio economici tuttavia.


lunedì 10 luglio 2017

The Lost Abbey - Devotion

Approda sul blog un'altra grande birra targata The Lost Abbey, il birrificio californiano che ha incentrato buona parte delle sue produzioni alla scuola belga. Ecco la Devotion, un omaggio alle belgian blonde ale!

Stappare una birra Lost Abbey non è una cosa da tutti i giorni, vuoi per i prezzi non proprio economici, vuoi per una certa difficoltà di reperimento delle bottiglie, si finisce sempre per rimandare gli incontri con queste produzioni.
Devo ammettere tuttavia, che negli ultimi 2 anni le cose sono un po' cambiate; le birre californiane arrivano in Italia con una discreta continuità. Nel tempo ho quindi recuperato diverse referenze per la mia cantina; e in contemporanea cerco di concedermi qualche esemplare almeno un paio di volte all'anno.

The Lost Abbey Devotion birra blog birra artigianale

La Devotion fa parte della linea prodotta tutto l'anno, ed inoltre è disponibile ad un prezzo decisamente più accessibile rispetto agli standard del birrificio. La solita meravigliosa etichetta, raffigura un campo con verdeggianti filari di luppolo davanti ad un edificio campestre con accanto uno religioso (forse un monastero) e un trattore in primo piano.


martedì 4 luglio 2017

Birre d'estate. Ecco 5 stili su cui puntare.

Cinque birre per affrontare al meglio l'estate e il suo torrido clima!

"Luglio col BERE che ti voglio..."...potremmo prendere in prestito la melodia di questa vecchia canzone di Riccardo Del Turco per iniziare questa prima settimana di luglio.
Giugno dal canto suo ci ha dato un assaggio delle probabili temperature che saremo costretti sopportare in questa estate!

Birre d'estate. Ecco 5 stili su cui puntare.

I telegiornali e medici ripetono come ogni anno il mantra: bere molto/non uscire nelle ore calde.
E allora conviene seguire il consiglio...uscire di sera, recarsi al pub e bere qualche birra adatta per l'estate. Eccone 5 esempi!

1) SAISON. Della storia delle saison ve ne ho parlato diffusamente in questo confronto. Negli ultimi tempi sono cresciute le interpretazioni di questo storico stile in chiave moderna, magari con luppolature massicce che in accoppiata con il lavoro del lievito, creano prodotti molto interessanti. E' il caso della Deville di Hammer, una hoppy saison piacevolmente acidula e speziata, con un finale molto secco. Provare per credere!

lunedì 3 luglio 2017

Birrificio del Ducato vende una quota a Duvel.

Era nell'aria da qualche giorno ma ora è ufficiale: Birrificio del Ducato ha venduto una quota all'industria Duvel Moortgat.
Di seguito il comunicato stampa:
BIRRIFICIO DEL DUCATO annuncia di aver scelto di intraprendere una direzione di consolidamento della propria struttura, senza voler passare dagli istituti bancari.
Si è deciso, infatti, di realizzare una sinergia con un importante gruppo di settore, che così ben comprende le dinamiche e le esigenze di un produttore di birra, ma con importanti e chiari punti di sintesi, che contraddistinguono l’accordo:

- SI CEDE UNA QUOTA DI MINORANZA, AL FINE DI POTER OTTENERE LE RISORSE NECESSARIE DA DESTINARE AL BIRRIFICIO DEL DUCATO, CHE COSI’ E’ IN GRADO DI PROGETTARE E DI REALIZZARE GLI INVESTIMENTI RITENUTI NECESSARI;
- L’ATTUALE PROPRIETA’ (GIOVANNI CAMPARI E MANUEL PICCOLI) MANTIENE MAGGIORANZA E DUNQUE IL CONTROLLO, PER ASSICURARE IL PROSEGUIMENTO DELLA IDENTITA’ DEL BIRRIFICIO DEL DUCATO, IL PROPRIO POSIZIONAMENTO,
LE MODALITA’ CON LE QUALI PRODUCE LA BIRRA E SI PONE SUL MERCATO.
L’impegno della proprietà e di tutti i collaboratori del Birrificio del Ducato,
sarà garantito e sarà ulteriormente valorizzato nel prossimo futuro.
Birrificio del Ducato ha deciso di collaborare con un partner, che ha fornito un contributo finanziario, ma che vista la sua importanza nel settore, dispone di una cultura e una tradizione di birra davvero approfondita, consapevole delle esigenze degli operatori del comparto e che dunque è in grado di aiutare a fronteggiare la crescita e gli investimenti.
L’obiettivo è creare una collaborazione che ci permetta di crescere, senza passare dalle banche. "In tutti questi anni abbiamo sostenuto la crescita della Birrificio ricorrendo a prestiti bancari e con mezzi propri", afferma il co-fondatore Manuel Piccoli. "Abbiamo raggiunto diversi obiettivi, a volte con grande difficoltà e le banche non sempre hanno capito il valore della nostra attività. Oggi vogliamo continuare ad affrontare la crescita con un partner che ha molto familiarità con il mondo della birra artigianale e ci può accompagnare nel nostro cammino. Abbiamo quindi stipulato un accordo di partnership con Duvel Moortgat ".
"Duvel Moortgat è entrato con una partecipazione di minoranza e non interverrà nelle decisioni di organizzazione e produzione", dice il co-fondatore Giovanni Campari.
"La gestione di Birrificio del Ducato rimane e rimarrà con noi fondatori: infatti Manuel e io abbiamo reinvestito nel birrificio stesso i proventi delle quote cedute".
Duvel Moortgat, fondata nel 1871, è un birrificio belga a conduzione familiare, altamente rispettato nel mondo delle birre artigianali, produce autentiche specialità come Duvel, Chouffe e Liefmans e vanta importanti partecipazioni in birrifici come Firestone Walker (USA), Boulevard (USA), Ommegang (USA), ‘t IJ (NL). Conosce pertanto le esigenze dei birrifici artigianali che cercano di produrre qualità.

Ricordo anche la legge italiana in materia che specifica cosi:
Si definisce birra artigianale la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e di microfiltrazione. Ai fini del presente comma si intende per piccolo birrificio indipendente un birrificio che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi altro birrificio, che utilizzi impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio, che non operi sotto licenza di utilizzo dei diritti di proprietà immateriale altrui e la cui produzione annua non superi 200.000 ettolitri, includendo in questo quantitativo le quantità di birra prodotte per conto di terzi.

Pertanto da oggi un altro storico birrificio italiano non può più essere considerato (a livello anche legale) artigianale.

lunedì 26 giugno 2017

Gueuze a confronto. Hanssens, Tilquin, Boon, 3 Fonteinen, Cantillon.

Abbiamo degustato in parallelo ben cinque gueuze dei migliori produttori belgi. Ne è venuta fuori una degustazione interessante e godibile oltre che altamente didattica.

Qualche settimana fa ho colto l'invito di Edoardo, proprietario del mio beershop di fiducia Amarillo34, ad organizzare una degustazione in parallelo di diverse gueuze.
Non ho certo perso questa occasione e presto detto abbiamo recuperato 5 gueuze, fra i migliori esponenti attualmente disponibili sul mercato. Tre produttori veri e propri: Cantillon, 3 Fonteinen  e Boon, e ben due assemblatori; Hanssens e Tilquin.
Prima di iniziare a riportarvi le mie impressioni, giova fare un brevissimo passo indietro.

Tutto inizia con il lambic, forma primordiale di birra, incardinata in maniera imprescindibile nel suo territorio di appartenenza, il Pajottenland, zona del Belgio nei dintorni di Bruxelles.
La tradizione e il forte legame di appartenenza con il passato, nella produzione del lambic è tutto!
Un disciplinare da seguire pedissequamente, senza possibilità di scorciatoie moderne. Una percentuale di frumento non maltato (30%), luppolo vecchio di circa 3 anni (surannè), raffreddamento in vasche aperte, riposo in botti per svariati mesi. Tutto è disciplinato qui.
Dal lambic vedono la luce altre tipologie, che prevedono diverse metodologie produttive: lambic alla frutta (kriek e framboise sopratutto), e faro, lambic a cui viene aggiunto dello zucchero al momento della mescita (almeno tradizionalmente era così). La terza strada nata dal lambic è quelle delle gueuze (oude gueuze), ossia l'assemblaggio di lambic di diversi anni  che attiva la successiva rifermentazione in bottiglia.
Paradossale è la mutevole storia di questa produzione, che probabilmente deve il proprio nome dal termine gueux, ossia pezzente; in quanto era molto diffusa fra il ceto meno abbiente, rispetto invece al vino che era di esclusivo appannaggio della popolazione più ricca. Dicevo paradossale, in quanto oggi reperire degli ottimi esemplari vuol dire un esborso economico non indifferente.

martedì 20 giugno 2017

Harviestoun Brewery - Ola Dubh 18 Years Special Reserve

Il piccolo birrificio scozzese sforna diverse referenze interessanti. La linea delle Ola Dubh è un ottimo esempio. Ecco la versione 18 Years Special Reserve.

Ho approfittato di un'insolita serata fresca e ventilata per tirare il collo ad una birra proveniente dall'interessante progetto di invecchiamento del birrificio scozzese Harviestoun, di cui ho scritto qui.
Harviestoun Brewery - Ola Dubh 18 Years Special Reserve birra recensione
Credits
La base di partenza è la mia porter preferita, la Old Engine Oil, intensa e ricca punta di diamante della solida linea di Harviestoun.
L'idea è quindi quella di lasciar riposare questa birra in botti provenienti dalla distilleria Highland Park! Inizialmente erano tre le botti selezionati per questo progetto; 12, 16 e 30 anni.

lunedì 19 giugno 2017

Birre vintage e cantina. La mia esperienza.

Avete in programma di mettere a riposare qualche bottiglia degna di nota? Ecco qualche consiglio dettato dalla mia piccola esperienza!

Ci risiamo, anche quest'anno il caldo ha iniziato ad essere l'assoluto protagonista di questo giugno!
E come ogni anno si ripropone il problema delle temperature elevate anche nel luogo in cui conservo le mie birre!
Credits
Facciamo un passo indietro però, perché voglio spendere due righe propedeutiche per la fase successiva, ossia quella della conservazione e della gestione di una vera e propria cantina.
Scrissi un intero articolo sull'invecchiamento delle birre, ma mi sembra opportuno riportare qualche considerazione anche in questa occasione!
Partiamo subito col dire che in un buon 70% dei casi l'invecchiamento porta più rischi che benefici.
Stappare una birra che nel frattempo è stata mangiata dal tempo è una possibilità che dobbiamo sempre avere presente se decidiamo di portare avanti un'idea di vintage.
I fattori che influenza la riuscita o meno di un buon invecchiamento sono molteplici, ma la sola cosa certa è che non vi è nessun metodo scientificamente provato che disciplini il modus operandi per ottenere il risultato ottimale. E' tutto (o quasi) nelle mani della dea bendata. Ma qualche margine di autonomia lo abbiamo anche noi, ci mancherebbe..altrimenti sarebbe come giocare al gratta&vinci.